Taglio e cucito, la censura negli anime

Come da titolo, taglio e cucito.
Finalmente ho trovato in rete una petizione contro le censure sui cartoni animati e sugli anime, non potevo non linkarla.
Ora dico io, se storie, personaggi e nomi, nonchè intere serie o puntate devono essere cambiate, censurate, tagliate e deturpate nei modi più assurdi (per non parlare delle sigle…) perchè non se li fanno da soli dei “lavori” interamente a loro misura anzichè rovinare quelli degli altri???
Perchè è così difficile scegliere delle fasce orarie appropriate invece che pensare che tutto il mondo dell’animazione riguardi unicamente i bambini? (Che poi di pomeriggio hanno comunque a disposizione reality, liti, tette, culi, wrestling e curtigghi vari, questi si che sono educativi -.-)
Di seguito riporto delle parti di alcune pagine che ho letto a riguardo, su questo sito(link) , il discorso potrebbe sembrarvi un pò lunghetto ma almeno rende come stanno le cose, in modo chiaro e scorrevole.

“I cartoni animati arrivano sugli schermi italiani (ma non solo), per opera soprattutto di un’emittente, trasformati in più parti, con un adattamento che più volte sconfina nella censura. Ma un vero accanimento è svolto verso i cartoni d’origine nipponica, che spesso si trasforma in uno stravolgimento del tutto inutile della trama e dei personaggi.
Credo che sia giusto che siate almeno CONSAPEVOLI che su una rete nazionale non avete visto un cartone integro.
Ma cos’è che viene tagliato e censurato da questi cartoni? E perchè? Se immaginate che le scene tagliate riguardino solo o eventualmente sesso o violenza in cartoni animati per bambini, vi sbagliate purtroppo. (…)
In Giappone (ma anche in altri Paesi) è opinione comune che esistano sia cartoni per bambini e sia non per bambini. Mi spiego meglio.
Le serie animate sono pensate e prodotte per uno specifico target d’età. Proprio per questo in Giappone ci sono cartoni per bambini di pomeriggio, e cartoni per i più grandicelli che vanno in onda di sera e di notte (come fa MTV in Italia, tra l’altro MTV non censura i cartoni e li manda in onda con le sigle originali
–grande MTV aggiungo io-), cosa che manca del tutto in altre reti italiane, come quelle di Mediaset.

E’ tutto qua il problema principale: l’errata credenza e il pregiudizio, assai radicato in Italia che i cartoni siano tutti e solo per bambini. Inoltre, ad aggravare la situazione, c’è anche da constatare che, mentre in Giappone i fumetti e i cartoni rappresentano una forma d’arte molto importante, spesso in Italia sono visti come un sotto-prodotto culturale a cui non fare troppa attenzione (magari utile solo per tenere buoni i bambini…) e vengono sempre messi un gradino sotto a film, telefilm o programmi vari, a prescindere dal loro effettivo contenuto.
Quando invece molte serie animate sono di gran lunga superiori, per qualità e attenzione nello svolgimento della storia, a certi programmi, reality e film che la televisione italiana ci propina giornalmente.

La censura in assoluto più diffusa è anche quella che citano gli adattatori per difendersi: il taglio di scene forti o attinenti al dolore e alle scene di nudo o semi-nudo.
E’ giusto proteggere gli occhi dei bambini da scene più “forti”, e che queste non appaiano in prodotti dedicati a loro, e c’è anche una legge in proposito, ma nessuno ha costretto gli adattatori a trasmettere quei cartoni e a farlo in quegli orari.

Ma passiamo alla censura più pesante e penalizzante per una serie: Le semplificazioni e i cambiamenti alla trama e agli episodi. Come detto prima, i cartoni possono essere per vari target d’età, e perciò è normale che esistano eventi più drammatici o realistici nei cartoni per adulti. Come succede per le scene, anche questi momenti della trama sono tagliati o cambiati. E quando sono sostituiti, che già per se è grave, raramente è fatto con coerenza, e spesso viene fuori qualcosa che non c’entra nulla con la storia principale.
Vengono inoltre del tutto tolte le canzoni che sono cantate in giapponese o inglese. Forse perché i telespettatori potrebbero rimanere sconvolti nel scoprire che esistano altre lingue oltre l’italiano?
E ancora vengono tolti/cambiati:
– I nomi dei personaggi. Quella di cambiare i nomi dei protagonisti è una censura diffusissima, a volte in nomi italiani, ma spessissimo in nomi americani o addirittura in nomi inventati di sana pianta dagli adattatori.
– Tutto quello che riguarda il Giappone. Le insegne dei negozi, le lettere e ogni cosa scritta in giapponese viene eliminata e sostituita con brutti fermi immagini. E’ naturale che una persona che non sappia quella lingua non la capisca, ma invece che eliminarle sarebbe giusto tradurle. Stesso dicasi per quando appaiono bandiere, nomi di città, cartine e altro che riguarda questa nazione, che è puntualmente tolto (della serie “facciamo che non esiste”…)
– I riferimenti alla religione. In Giappone sono diffuse molte religioni. Capita a volte che i protagonisti del cartone vadano a pregare al tempio scintoista, incontrino o un monaco buddista o altro. Ebbene, questi riferimenti (a volte è capitato persino alla religione cristiana, ovviamente conosciuta in Italia) sono tolti.

Ma, in definitiva, quando sono iniziate le censure? Domanda legittima ma cui evidentemente è difficile dare una risposta precisa…
Diciamo tuttavia che i primi segnali che c’era “qualcosa di strano” prima ancora di vedere il passaggio televisivo di “E’ quasi magia Johnny” (l’anime forse più censurato della storia… Kimagure Orange Road il titolo originale) fu vedere cartoni già passati diverse volte negli anni precedenti in maniera praticamente integrale e trovarli con qualche scena “mancante”.
Qualche nome?
Lady Oscar e Georgie per esempio: nel primo passaggio fece scalpore la scena di sesso esplicito (la prima in assoluto vista in un qualsiasi cartone in Italia) tra Oscar e Andrè, così come fece lo stesso effetto vedere Abel (o era Arthur?) scaldare con il proprio corpo una semi-assiderata Georgie, ovviamente nuda! (vestiti bagnati…).
Insomma cosa era successo tra un passaggio e l’altro, a distanza di pochi anni poi?”

(aggiungo io, veramente assurdo, ho visto sia questo che Marmalade Boy in originale, che sarebbero rispettivamente Jhonny e Piccoli problemi di cuore…avete presente –un’altra cosa-? Esatto…non sia mai dare in fasce orarie appropriate riferimenti espliciti alla crescita sessuale o a comportamenti omosessuali…noooo…ma fatemi il piacere…)
Ma continuando:

“Per rispondere a questa domanda vi devo parlare di una donna che per molti anni ha rappresentato lo spauracchio di qualsiasi appassionato d’animazione giapponese..Alessandra Valeri Manera, qualche sua affermazione:
<<ci sono anche rari casi di interi episodi eliminati ma sono comunque casi estremi e ben motivati (una censura integrale non è mai ben motivata…) per esempio quando tutto l’episodio raffigura scene e situazioni legate a riti religiosi oppure incentrati su usi e costumi incomprensibili per i bambini italiani, che creerebbero (reggetevi forte!!! ) in essi unicamente ansia e confusione. Riguardo alla questione dei nomi cambiati poi è un problema di qualsiasi prodotto in cui vi siano nomi difficili da pronunciare o da capire per i bambini: per esempio Yu, la protagonista di Creamy, ha un nome semplice e l’abbiamo mantenuto inalterato>>
…verissimo il discorso de “L’incantevole Creamy” ma vi ricordo che quasi in contemporanea con Creamy fu trasmesso “Mila&Shiro” nome originale “Attacker You” nella quale la protagonista You (esatto si pronuncia proprio come la Yu di Creamy…) fu ovviamente chiamata… Mila! Ci capite qualcosa voi? Io no!”

E poi vabbè, discorsi in cui viene chiamato in causa (ovviamente) il Moige (Movimento Italiano Genitori) che però a quanto ho letto è più per le fasce orarie che per le censure (da vedere meglio…) e altre discussioni con esempi.
In ogni caso se volete approfondire il tutto ci sono diversi siti come quello che ho linkato sopra, un altro ad esempio è questo:

E…dulcis in fundo, la petizione di cui vi parlavo:
Petizione su PetitionOnLine.com

Ancora non l’avete firmata? ^_^

Advertisements